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La zona fra il Monte Amiata e la Val d'Orcia in Toscana, produce vini e prodotti gastronomici riconosciuti a livello internazionale. Il Brunello di Montalcinoil Rosso di Montepulciano, il Montecucco, il Rosso di Sant' Antimo, sono vini apprezzati in tutto il mondo. Poco più a nord è prodotto il vino toscano più popolare, il Chianti, al quale sono attribuiti due DOCG: il Chianti Classico, di una ristretta zona fra Firenze e Siena, e il Chianti generico, che si articola in diverse sottomenzioni in base alla provenienza geografica delle uve, sempre comunque da colline toscane.

Altro vino tradizionale in Toscana è il Vin Santo, un vino dolce che deve il suo nome all'antica usanza di imbottigliarlo nella Settimana Santa. Il Vin Santo viene tradizionalmente offerto accompagnato da cantuccini alle mandorle.

Altri prodotti del territorio sono il Pecorino di Pienza, la castagna IGP del Monte Amiata, il miele e i saporiti salumi di cinta senese, una razza suina autoctona che vive da secoli nei boschi delle colline Senesi.

Un maiale nero "cinto" da una striscia bianca è riconoscibile anche nell'affresco Effetti del Buon Governo in città e in campagna, dipinto dal Lorenzetti nel Medioevo.

 

L'ulivo, pianta sacra agli Etruschi, cominciò ad essere coltivato in Toscana in modo più sistematico dai Romani. L'olio veniva utilizzato essenzialmente per far luce e per cosmesi, dato che per l'alimentazione si preferivano i grassi animali.

L'incremento della coltivazione dell'olivo si ha a partire dalla fine dell'alto Medioevo e successivamente dopo le  riforme leopoldine del Settecento. Nell'olio, come del resto lo è per il vino, la Toscana punta alla qualità e non alla quantità.

Le numerose aziende che operano nel settore agro-alimentare toscano vengono gestite con una grande attenzione all'identità locale nel rispetto delle tradizioni e dell'ambiente.

Nella regione esistono oli eccellenti molti dei quali si fregiano della DOP, come l'olio di Seggiano, sul Monte Amiata. L'Olivastro seggianese, che lo produce, è un grande e robusto albero che dà frutti piccoli e scuri dai quali si ricava un olio dal sapore ben definito e gentile.

Sempre nel Senese c'è Olio Terre di Siena, un extravergine dal profumo fine e deciso e il notissimo Extravergine di Oliva Chianti Classico.

 Il Brunello

 

Il Brunello, uno dei vini più apprezzati al mondo, viene prodotto esclusivamente dalle uve Sangiovese delle colline del comune di Montalcino.

Prima della sua messa in commercio, che non può avvenire antecedentemente ai 5 anni dalla vendemmia, deve affinare in legno di rovere per almeno due anni e riposare in bottiglia per 4 mesi.

Trattandosi di un prodotto DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), le regole di produzione, di imbottigliamento e conservazione, sono molto rigide e prevedono analisi chimico-fisiche e l’apposizione del sigillo di garanzia da parte dello Stato.

L’ideatore del Brunello fu Ferruccio Biondi Santi discendente da una famiglia di medici e farmacisti appassionati di viticoltura.

Egli alla fine del 1800 volle sperimentare la produzione di un vino realizzato unicamente con un singolo vitigno, il Sangiovese.

Venne prodotto un vino corposo, di gusto robusto ma anche delicato.

Il 1969 fu l’anno decisivo per l’ascesa del Brunello che dopo aver ottenuto numerosi riconoscimenti decollò a livello internazionale.

Fu l’anno in cui il Presidente della Repubblica Saragat decise di offrire vino Brunello Riserva del 1955 al pranzo ufficiale in onore della regina Elisabetta d'Inghilterra all'ambasciata italiana a Londra.

Il successo fu memorabile e da allora non ha conosciuto crisi.

 

Il Brunello non è commercializzato in damigiane o sfuso, ma viene venduto esclusivamente in bottiglie non superiori ai 5 litri di capacità.

Nella zona di Montalcino si producono anche altri ottimi vini come il Rosso di Montalcino, il Sant’Antimo e il Moscadello, un vino da fine pasto e dessert.

Il pecorino 

 

L'allevamento ovino in Toscana risale all'epoca degli Etruschi, i quali già nel IV secolo a.C. producevano un formaggio a base di latte di pecora e caglio vegetale.

In seguito l'attività fu proseguita dai Romani e non fu mai abbandonata.

Nella Toscana del sud è continuata nei secoli successivi con le greggi che in inverno si spostavano in Maremma.

Il pecorino toscano DOP si produce un po' in tutta la regione Toscana e segue le regole di lavorazione e stagionatura stabilite dall'Unione Europea.

Il pecorino di Pienza è prodotto da latte intero di pecore di razza sarda allevate allo stato semibrado sui profumati campi della Val d'Orcia e nelle Crete Senesi. Il gusto è dolce e un po' piccante.

Il colore della crosta varia a seconda di come è stata trattata durante la stagionatura: è gialla se trattata con olio, rossastra se è stato usato il pomodoro, bruna, la cenere.

La stagionatura va da un minimo di 20 giorni fino a 12 mesi per quello più stagionato. Il profumo del formaggio è via via più intenso con il progredire della maturazione.

Ottimi prodotti sono anche il pecorino del Monte Amiata e quello di Sorano, nella provincia di Grosseto.

 

Dal latte ovino mischiato a quello vaccino si ottiene la caciotta, che viene prodotta prevalentemente in Maremma e nel Senese.

I biscotti della sposa o biscotti salati

 

Sul Monte Amiata sono ottimi il pane di farina di castagne, il Castagnaccio e i biscotti salati tradizionali chiamati "biscotti della sposa".

Fra i prodotti ottenuti con le farine possiamo menzionare i gustosissimi tortelli ripieni, e i pici, una specie di spaghettone le cui origini si fanno risalire al popolo degli Etruschi.

Ricette con il pane toscano

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