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Rigogliose foreste attraversate da torrenti a Vivo d'Orcia

 

Il paese di Vivo d'Orcia, situato a quasi 900 metri di altitudine, è costituito da poche case sparse in un bellissimo paesaggio di boschi e foreste a pochi chilometri dalla vetta del Monte Amiata.

Nel medioevo nella località c'erano mulini, segherie e cartiere, che sfruttavano le acque che sgorgano copiose dalla montagna.

Nel piccolo paese, in basso, c'è un luogo chiamato La Contea.

Qui si trova un grande palazzo rinascimentale quasi sproporzionato per il piccolo borgo del Vivo, il Palazzo dei conti Cervini. Si accede oltrepassando l'antichissimo ponte degli Innamorati.

Il ponte degli Innamorati

 

Tutto intorno il profumo del bosco e lo scorrere del ruscello, ci riportano indietro nel tempo. Complici i maestosi abeti bianchi, esemplari rarissimi che svettano verso l'alto con i loro lunghissimi tronchi.

 

Intorno al paesino di Vivo d'Orcia si trovano alcune foreste di Abies Alba, gli abeti bianchi oggi protetti perchè in via di estinzione. Sono sulla terra dalle epoche preistoriche.

Il verde e il senso di frescura predominano ovunque.

Il Palazzo Cervini a Vivo d'Orcia

 

Il Palazzo Cervini fu edificato su un antico monastero camaldolese esistente dal secolo XI.

Secondo i documenti storici, nell'anno 1003 l'imperatore Arrigo donò il territorio a San Romualdo, che vi fondò un eremo dedicato a San Pietro.

Abbandonato nei secoli successivi, fu poi ceduto nel 1534 dal papa Farnese Paolo III ai conti Cervini di Montepulciano, che ne sono ad oggi i proprietari.

 

 

Essi ristrutturarono il convento seguendo lo stile rinascimentale su disegno di Antonio da Sangallo.

Ampliarono poi gli edifici costruendo magazzini, abitazioni e frantoi, che riportano sulla facciata lo stemma della famiglia Cervini raffigurante spighe di grano.

All'interno del palazzo principale è racchiusa la cella originaria di San Romualdo.

 

Oltrepassando l'arco in pietra situato vicino al Ponte degli Innamorati, giungiamo presso il primitivo nucleo dell'eremo, la chiesetta di San Pietro.

Poco è rimasto degli elementi medievali se non qualche muretto e alcuni bassorilievi in peperino.

Quest'antico luogo di culto prese in seguito il nome di San Marcello dal nome del papa della famiglia, Marcello Cervini.

 

Marcello Cervini fu eletto nell'Aprile del 1555 con il nome di Marcello II e partì proprio dal palazzo del Vivo alla volta del suo pontificato, che fu uno dei più brevi della storia, solo 22 giorni.

Sua sorella Cinzia Cervini, fu la madre di San Roberto Bellarmino.

 

Dalla Contea dei Cervini si possono raggiungere antichi seccatoi per le castagne, un eremo e le sorgenti dell'Ermicciolo dove sgorga il torrente Vivo, che è il maggiore affluente dell'Orcia.

La campagna è bella e si presta a piacevoli passeggiate nel verde.

 I sentieri dell'acqua

 

Altre interessanti escursioni si possono fare seguendo i sentieri dell'acqua.

Dobbiamo procedere a piedi dalla radura presso il ponte sulla via che porta a Castel del Piano.

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